L’Ego, ecco cos’è e come ci influenza

ego

Sentendo parlare di “Ego” si pensa a comportamenti megalomani o di sopravvalutazione di sé stessi, tanto che si definisce Egocentrica la persona che mette sé stessa sempre al centro. Ma l’ego non è solamente una caratteristica caratteriale, poiché ogni persona possiede un ego, in maniera più  meno visibile ai più.

Ma prima di poter comprendere quali sono i meccanismi dell’ego e come ci influenzano è bene fare chiarezza su cosa sia, in effetti, l’ego. Con una semplice definizione possiamo dire che:

L’ego è l’insieme di ciò che crediamo di noi stessi.

Quindi, nell’ego è racchiuso il nostro insieme di credenze, di opinioni che noi abbiamo di noi stessi, la valutazione che ci diamo, l’insieme di ciò che riteniamo possibile e impossibile e, di conseguenza, dirige e guida le azioni che saremo pronti o meno a compiere.

L’ego è racchiuso nell’inconscio della persona, che durante la propria vita e fin da prima dei primi anni di età ha appreso e interiorizzato un proprio modello di mondo. Ha appreso informazioni su sé stesso sulla base delle esperienza che ha vissuto, soprattutto nell’interazione con i genitori, dai quali ha imparato quali sono i propri limiti. Solo, che questi limiti non sono veritieri, sono solo le opinioni che sono state riversate addosso alla persona e alla quali la persona durante la primissima età, ha dato assolutamente ragione.

Ad esempio, il bambino che si è sentito dire dai genitori, “sei un incapace” si è convinto di ciò, poiché nei primi anni di vita noi non abbiamo esperienza per valutare autonomamente se ciò che ci viene proposto sia vero o falso, di conseguenza, il metro di valutazione che adottiamo nei primi anni di vita è quello dei nostri genitori.

Ed ecco che le affermazioni ripetute si cristallizzano nella mente del bambino, che, crescendo, in ogni momento in cui vivrà un esperienza che gli darà conferma di quanto appreso, darà maggior valore alla credenza appresa così da farla diventare sempre più radicata e relegata, ovviamente, nell’inconscio.  Ognuno cerca di non dare ascolto alla bassa opinione che può avere di sé stesso, ma non basta non dargli ascolto perchè questa diventi ininfluente nella nostra vita. L’opinione che abbiamo di noi continuerà a esistere relegata nell’inconscio, così da portarci a fare scelte di vita sulla base di quell’insieme di credenze che abbiamo immagazzinato.

Questo determina poi, nella vita, il successo o meno in ciò che si è chiamati a fare durante l’esistenza: ecco perchè vi sono persone che riescono, persone che falliscono, persone che continuano a provarci e infine riescono e persone che non ci provano nemmeno.

Le nostre scelte e le nostre azioni sono guidate dall’insieme di credenze e di opinioni che abbiamo legato all’idea di noi stessi

Questo è l’ego: l’insieme di ciò che crediamo di noi stesi ed ecco come agisce nella nostra vita. Ciò che è relegato nell’inconscio ha un potere 9 volte maggiore rispetto a ciò che è conscio perchè agiamo senza essere consapevoli del perché stiamo agendo in una determinata maniera e ci giustifichiamo dietro modi di re ( gli uomini sono tutti uguali, capire le donne è impossibile, piove sempre e solo sul bagnato ecc..) generalizzazioni della situazione (tanto ogni cosa che mi viene proposta è una fregatura…ecc) oppure relegando la colpa e la responsabilità all’esterno di noi (è colpa della crisi e non lavoro…ecc) il punto è che nel momento in cui prendiamo atto delle credenze che ci hanno guidato a finire in una determinata situazione il nostro potere per uscirne diventa 10 volte superiore al problema stesso, poiché diventiamo consapevoli delle nostre azioni e non lasciamo che siamo credenze e opinioni sminuenti riguardo a noi stessi a guidare la nostra vita.

Dobbiamo comprendere che ogni informazione assimilata in passato, nella tenera età, aveva un suo ben preciso motivo di esistere, ma solo e soltanto in quel momento e in quella situazione. Invece, quando è relegata nell’inconscio, noi perdiamo la possibilità di discernere quando quell’informazione può essere utile o meno, producente o ci può soltanto ostacolare. Ad esempio, quando magari 50 anni fa una donna si trovava n una situazione di violenza con il marito e subiva certi comportamenti non era in condizione di allontanarsi e provvedere a sé stessa a causa dei tempi di allora, ha preferito subire e magari i figli hanno interiorizzato che è preferibile subire che prendersi la possibilità di reagire a una situazione di insofferenza (anche dove la situazione abbia connotati diversi ma l’atteggiamento di base rimanga lo stesso) solo consapevolizzandosi che è l’ego a fargli credere che quella sia la scelta migliore, allora la persona può svoltare comprendendo che solo in quel momento e in quella situazione e per chi la stava vivendo quella era la scelta migliore ma quell’atteggiamento non deve essere generalizzato alle situazioni future. 

Riconoscere l’ego

Nell’Ego c’è sempre un’opinione di noi stessi molto più bassa di quello che in realtà è il nostro vero potenziale, la nostra vera identità, le nostre vere qualità ma finché rimaniamo focalizzati su quello che crediamo di noi stessi non ci permettiamo di sperimentare quello che in realtà siamo.

Quando svaluti te stesso, quello è l’ego.

Quando svaluti gli altri, quello è l’ego, poichè lo fai per cercare di rivalutare te stesso, quindi sotto un atteggiamento di svalutazione altrui, c’è la svalutazione di te stesso. E quello è l’ego.

Quando credi di non essere abbastanza, quello è l’ego.

Quando cerchi a tutti costi di dimostrare al mondo chi sei, a costo di suscitare l’antipatia altrui, quello è l’ego.

L’ego non è negativo, ha avuto una sua precisa funzione di protezione nei confronti delle nostre ferite del passato. Ma se continuiamo ad alimentarlo non scopriremo mai qual’è il nostro vero potenziale.

Un abbraccio

Aùra

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