Brevi risposte da Dio

Io: Dio perché mi hai messo in questa situazione?

Dio: Veramente non lo sai? Non è che vuoi solo sfogarti? La verità è che ti sei messa con la penna sul foglio ma neanche tu sapevi cosa o a chi volevi scrivere.

Io: Si è vero. E’ perché sto male.

Dio: Pensavi che non avresti sofferto?

Io: Non ci ho pensato. Forse non ho voluto pensarci.

Dio: Di cosa soffri?

Io: Ho paura che alcune cose mi mancheranno. Una parte di me urla di non andare. Perché è così difficile se è la cosa giusta?

Dio: Quando mai ho detto che la cosa giusta sarebbe stata facile?

Io: Non lo so lo pensavo io.

Dio: Hai forse incontrato difficoltà pratiche?

Io: No in effetti è andato tutto molto liscio.

Dio: Quindi cosa è stato difficile veramente?

Io: Lo scontro che è in me.

Dio: E TU PER CHI TIFI ?

Io: Touché. Tifo per la parte che vuole cambiare.

Dio: Ti stai rendendo conto di come lo stai vivendo?

Io: Si. E’ surreale. Paradossalmente mi sembra di essere un’altra persona ma al tempo stesso mi sento veramente io. Giuro che se non avessi mai sentito parlare di cambiamento o presa di coscienza crederei di essere impazzita o più probabilmente mi sentirei un’idiota in preda a un’illusione.

Dio: Qual è questa illusione?

Io: Un’ideale di vita nuovo. L’illusione è che ciò che desidero possa realizzarsi, che le cose possano andare veramente bene, veramente che tutto possa realizzarsi. Ho paura dell’illusione di poter cambiare. Poter essere fedele all’idea che ho di me. A come vorrei essere. A come, forse, sono veramente. A ciò che vorrei fare. Ho paura che questa sia la vera illusione. Che tornerà tutto come prima.

Dio: Nulla torna come prima. Il ciclo è continuo ma non torna mai sui suoi passi. Come una spirale.

Io: Mi fa paura anche questa cosa. Ho paura di essere io a voler tornare indietro. Ho paura che mi manchi il terreno sotto i piedi e che cedendo io poi possa fare retromarcia.

Dio: COME TI CONOSCI MALE. Veramente pensi di essere così?

Io: In effetti, forse no.

Dio: Lo pensi perché ora soffri. E’ per questo che la sofferenza va espressa perché non sia lei a guidare le tue azioni. Ma tu non sei la tua sofferenza. Ricordati per chi fai il tifo.

Io: C’è un modo per non soffrire?

Dio: Lo sai già

Io: Senti la sofferenza ma non la patire.

Dio: Esatto.

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